sabato 18 gennaio 2014

L'opera da tre soldi. Intervista a Franco Alfano

Di Aristide Fiore
Franco Alfano.
Franco Alfano
(foto : A. Fiore).
[Pubblicato su Le Cronache del salernitano, 14 gennaio 2014, p. 17.]
Stasera al Teatro municipale Giuseppe Verdi di Salerno andrà in scena L'opera da tre soldi di Bertold Brecht, con le musiche di Kurt Weill. L'allestimento è nato da un'idea di Elena Scardino e Franco Alfano, al quale abbiamo chiesto di illustrarci i dettagli del progetto.
Questo allestimento dell'Opera da tre soldi è il punto d'arrivo del laboratorio Il teatro degli attori, organizzato dall'associazione Mumble Rumble. Con quali finalità?
Si tratta di un progetto realizzato dall'Arci Mumble Rumble Teatro Comico Salernitano, in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Salerno, con l'obiettivo di coinvolgere attori già noti ed esordienti in un'esperienza comune, in modo da valorizzare le potenzialità artistiche della comunità cittadina e favorire la scoperta di nuovi talenti. Da questo punto di vista, anche la rassegna presentata la scorsa estate al teatro Ghirelli, che ha riscosso un buon successo di pubblico e di critica, ha dato buoni frutti,in quanto ha permesso di selezionare alcuni giovani promettenti. La proposizione dell'Opera da tre soldi costituisce una fase ulteriore del cammino intrapreso, che si rende necessaria, visti i risultati precedenti e tenendo presente che l'utilizzo del Massimo cittadino per iniziative di questo genere risale ormai a una ventina d'anni fa.
Locandina.
La locandina dello
spettacolo, disegnata
da Bruno Brindisi.
Quali motivazioni hanno determinato la scelta di Brecht?
Indubbiamente le tematiche trattate da Brecht, e in particolare quelle dell'opera che ci accingiamo a rappresentare, risultano ancora attuali. L'impressionante analogia tra criminalità e mondo della finanza è sotto gli occhi di tutti, così come la diffusa ipocrisia che pervade la società contemporanea. Si potrebbe dire che i mali denunciati dal Nostro autore, non solo sussistono, ma si sono addirittura accentuati.
Rappresentare Brecht comporta l'adesione al concetto di “teatro epico”, basato sull'effetto di straniamento, che permette allo spettatore di non immedesimarsi nei personaggi e di evitare di sentirsi coinvolto nella vicenda, in modo da favorirne l'atteggiamento critico nei confronti dei temi trattati. La scelta di innovare l'apparato didattico predisposto dal drammaturgo tedesco (i famosi cartelli che commentavano l'azione) è dettata dal semplice intento di introdurre delle novità o è finalizzata a potenziarne l'efficacia?
Abbiamo deciso di veicolare il messaggio brechtiano servendoci di alcuni linguaggi propri dei media contemporanei, come il fumetto (i disegni di Bruno Brindisi) e la grafica (le “visioni di sabbia” di Licio Esposito), così come i riferimenti al cinema di Tarantino, allo scopo di rendere quest'opera più attraente e interessante. Sotto questo aspetto, riteniamo di aver rispettato, se non la lettera del testo, le reali intenzioni dell'autore. Naturalmente abbiamo operato anche dei tagli per rendere la rappresentazione più recepibile. D'altronde al giorno d'oggi si ricorre spesso a questo accorgimento, anche quando si rappresenta Shakespeare.
Al di là delle analogie tematiche e stilistiche fra il Cinema di Tarantino e il teatro brechtiano e dell'esigenza di proporre un classico del teatro novecentesco con un taglio contemporaneo, ritiene che tale scelta sia anche funzionale all'effetto di straniamento?

Certamente. Nel cinema di Tarantino, per certi versi simile al teatro brechtiano nell'ambientazione e nei repentini cambi di registro, da quello drammatico a quello comico, si respira un'atmosfera indefinita, almeno dal punto di vista temporale. Anche il modo in cui agiscono i personaggi sembra a volte poco aderente alla realtà. In definitiva, l'accostamento con Tarantino completa efficacemente l'insieme degli accorgimenti che intendiamo porre in atto per avvicinare i giovani al teatro e al mondo della cultura, in quanto corrisponde ai loro canoni estetici abituali.


Le visioni di sabbia di Licio Esposito in un recente spettacolo con Ciro Girardi.

Sul Flauto magico il sigillo di Pap Eri Samb

Di Aristide Fiore
Tamino.
Tamino (foto: A. Fiore).
[Pubblicato su Le Cronache del salernitano, 12 gennaio 2014, p. 11.]
L’Orchestra di Piazza Vittorio, un encomiabile esempio d’integrazione culturale attraverso la musica, mette in scena al Massimo cittadino Il Flauto magico, ispirato all'opera omonima di W.A. Mozart: uno spettacolo completo che, confermando le attese, ha incontrato il favore del pubblico.
La rielaborazione musicale di Mario Tronco e Leandro Piccioni si spinge fino a costituire un caleidoscopio sonoro, che rispecchia, anche nella strumentazione, la varietà del retroterra culturale 
Papageno.
Papageno (foto: A. Fiore).
dei musicisti, i quali, come è noto, provengono da diversi paesi, così come diverse sono anche le lingue tramite le quali è raccontata questa favola musicale: al testo declamato in italiano da un vivace e spiritoso narratore, al quale sono affidate l'illustrazione della trama e il raccordo fra le scene, si alternano le parti cantate in arabo, inglese, tedesco, spagnolo, portoghese ecc.
Lungi dal risultare frammentaria e incomprensibile, la versione dell'ensemble "romana", sviluppata a partire da un'intuizione di Daniele Abbado, celebra la bellezza e la ricchezza dell'odierna società multietnica, capace di amalgamare molteplici riletture di un classico e infondergli nuova linfa.

La regina della notte.
La regina della notte (foto: A. Fiore).
Il dubbio che si tratti di una semplice esecuzione dell'opera in forma di concerto è presto fugato dalle scenografie e dai ruoli degli stessi esecutori. Le proiezioni, coordinate su tre schermi, che combinano gli acquerelli e le animazioni di Lino Fiorito, trasportano immediatamente gli spettatori in una dimensione fiabesca e li conducono in luoghi immaginari, versione universale, più ancora che cosmopolita, dell'Egitto fantastico tratteggiato nel testo musicato da Mozart. Infine sono gli stessi musicisti che, semplicemente indossando i costumi di Ortensia De Francesco, danno vita ai personaggi, anch'essi trasformati, come l'inedito Tamino di Ernesto Lopez Maturell, virtuoso del fischio, e l'esilarante Papageno di Pap Eri Samb, che conquista subito la simpatia del pubblico ponendo in atto uno spiritoso espediente sonoro che cita lo spartito mozartiano. 
Pamina.
Pamina (foto: A. Fiore).
Felice, da questo punto di vista, anche l'interpretazione di Sarastro, un solenne Carlos Paz, che nella figura e nel portamento riesce a esprimere al tempo stesso sacralità e eleganza, miste a un'inquietante aria stregonesca. Si tratta tuttavia del Sarastro che impone le tre prove iniziatiche, lontano dall'atmosfera della scena precedente, nella quale si riassume il suo intervento risolutivo attraverso una divertente sequenza di diapositive, che ricordano i vecchi fotoromanzi. Si innesta così un meccanismo dissacratorio, che porta la Regina della notte, interpretata da Petra Magoni, dall'aura misteriosa e potente della prima parte al duetto finale con Sarastro, che sembra ambientato in un locale notturno cubano.
Sarastro.
Sarastro (foto: A. Fiore).
Anche l'epilogo della vicenda segue lo stesso schema, come mostra la sorprendente confusione di ruoli fra Papageno e Tamino, il quale finisce per concludere il celebre duetto con Papagena, letteralmente fusa con Pamina (Sylvie Lewis), davanti a un perplesso Papageno. Un colpo di scena che sembra voler affrancare la storia dall'originaria dimensione mistica, collocandola nella sfera concreta di un romanzo di formazione.

sabato 11 gennaio 2014

Il ghigno di Bertold Brecht: ecco L'Opera da tre soldi

Di Aristide Fiore
[Pubblicato su Le Cronache del salernitano, 10 gennaio 2014, p. 9.]
«Che cos'è un grimaldello di fronte a un titolo azionario? Che cos'è l'effrazione di una banca di fronte alla fondazione di una banca? Che cos'è l'omicidio di fronte a una vita da salariato?». La famosa battuta che Bertold Brecht fa pronunciare al bandito Macheath (Mackie Messer), nell'Opera da tre soldi è una sintesi efficace di una rappresentazione che pone in stretta relazione lo spietato mondo della malavita e il non meno spietato mondo degli affari. Il capolavoro brechtiano musicato da Kurt Weill, che sarà messo in scena il 14 gennaio al Teatro “Giuseppe Verdi” di Salerno, nell'allestimento curato dalla compagnia "Il teatro degli attori", è stato presentato presso il Palazzo di Città, con una conferenza stampa alla quale ha partecipato, insieme a organizzatori e interpreti, l'Assessore comunale alla Cultura Ermanno Guerra.
Secondo Franco Alfano, che ha curato la regia, la scelta di mettere in scena questo lavoro non è stata certo casuale, visti i temi decisamente attuali: l’immoralità, l’ipocrisia e la spregiudicatezza degli uomini in una società violenta, nella quale la lotta per la sopravvivenza è all’ordine del giorno. Nell'intento di proporre una lettura attuale dell'opera, è stato individuato un parallelo tra il teatro di Brecht e il cinema di Tarantino, accomunati dall'ambientazione (il mondo della malvita e, più in generale, i personaggi socialmente emarginati e privi di scrupoli, come i malviventi, le donne di malaffare, ma anche i poliziotti e gli uomini di potere corrotti) e dai rapidi passaggi dal registro tragico a quello comico. L'attualizzazione dell'allestimento ha riguardato anche alcuni aspetti paratestuali: i cartelli che Brecht faceva passare sul proscenio saranno sostituiti da performances artistiche: le “visioni di sabbia” di Licio Esposito. Secondo Ciro Gilardi, che si appresta a un doppio debutto, sulle tavole del Massimo cittadino e col teatro brechtiano, nel ruolo del protagonista, «sposare Brecht e Tarantino vuol dire anche modernizzare il linguaggio».
Tra gli altri interpreti principali, Ascanio Ferrara vestirà i panni di Jonathan Jeremiah Peachum, mentre il ruolo di Celia Peachum – La moglie di Peachum, che l'aiuta negli affari – è affidato a Carla Avarista e quello di Polly Peachum a Meri Cannaviello. Roberto Lombardi interpreterà Jackie "Tiger" Brown, capo della polizia di Londra e miglior amico di Mackie dai tempi dell'esercito, la cui figlia, Lucy Brown, che afferma di essere sposata a Mackheath, sarà impersonata da Adriana Fiorillo. Infine Cristina Recupito sarà Jenny Diver, una prostituta che ha avuto una relazione con Mackie, ma a causa di un inganno finisce per tradirlo, e Igor Canto interpreterà Mattia della Zecca.

Gli attori sono stati seguiti dalla vocal trainer Silvana Noschese. Nello spettacolo si alternano infatti momenti di prosa a momenti musicali e cantati. La musica di Kurt Weill, che in quest'occasione sarà eseguita dal vivo con la direzione del maestro Roberto Marino, al quale si devono anche la concertazione e gli arrangiamenti, si ispira al cabaret e al jazz e ha contribuito sensibilmente al successo e alla fama dell'opera brechtiana. Ermanno Guerra ha dichiarato di aspettarsi molto da questa operazione, la quale ben rappresenta la vivacità culturale che caratterizza la nostra città in questo momento storico, e ha lodato anche l'intento, perfettamente riuscito, di aggregare molte delle professionalità presenti nel contesto cittadino. Per la prevendita biglietti ci si potrà rivolgere al botteghino del Teatro oppure alla sede dell'associazione Mumble Rumble, in Via Vincenzo Loria n° 35.

domenica 5 gennaio 2014

Per un nuovo anno fatto della materia dei Sogni

Di Aristide Fiore
Esibizione del gruppo Daltrocanto.
Esibizione del gruppo Daltrocanto.
(Foto: A. Fiore)
[Pubblicato su Le Cronache del salernitano, 3 gennaio 2014, p. 9.]
In attesa del nuovo anno alcuni protagonisti del panorama culturale della nostra città si sono dati appuntamento nella piccola chiesa di Santa Apollonia, risalente al XVI-XVII secolo, per rinnovare idealmente l'antica cerimonia dell’auspicio, con la quale nel mondo etrusco e poi romano si cercava di conoscere la volontà degli dèi mediante l'interpretazione di fenomeni naturali o l'esame delle interiora degli animali sacrificati. Richiamando anche nella loro struttura essenziale lo schema tipico della scienza divinatoria, gli interventi che si sono succeduti lo scorso 31 dicembre, intervallati dalle esibizioni del gruppo musicale Daltrocanto, partivano dall'analisi di un aspetto della realtà contemporanea e si concludevano con un augurio che fornisse al tempo stesso uno spunto per superare i problemi così individuati, secondo un rito collettivo finalizzato a superare l'individualità e fare comunità, in uno spazio solitamente dedicato all'arte, alla musica e al teatro, nel quale a ciascuno è stata concessa ampia libertà nella scelta del linguaggio: recitazione, racconto, canto, musica, declamazione di versi ecc., tutti i mezzi disponibili attraverso i quali gettare un seme per «coltivare simbolicamente il terreno della speranza».
Con l'invito di Mons. Claudio Raimondo, priore della parrocchia di Santa Trofimena nell'Annunziata, al riconoscimento dell'altro e alla vicendevole infusione della speranza e gli ispirati versi declamati da Ernesto Scelza con accompagnamento musicale, si è dato inizio alla manifestazione. Coordinati da Erminia Pellecchia, gli “aruspici” si sono esercitati nella difficile arte di trovare il futuro attraverso il presente, secondo l'esempio di Pasolini citato da Andrea Manzi. La rievocazione dell'ennesimo suicidio di un disoccupato si è dunque trasformata, nelle parole di Luigi Ciancio, in racconto augurale che riafferma il diritto a vivere e a tenere in vita il diritto al di sopra del puro interesse. L'antropologo Paolo Apolito ha auspicato innanzitutto che l'iniziativa in questione non costituisca un caso isolato, ma che diventi un appuntamento abituale e foriero di nuovi spunti. Ha poi dichiarato che è giunto il momento di ritrovare una capacità acritica di dialogo, cioè la sospensione del giudizio a favore dell'ascolto, per tradurre visioni e pensieri dalla dimensione interiore a quella esteriore, focalizzandosi sulla bellezza e l'importanza della relazione, che lo studioso ha felicemente paragonato a un «passo di danza collettivo», piuttosto che soffermarsi sulle inevitabili, a volte inconciliabili, differenze di idee e concezioni del mondo. Si rende necessaria, a tal proposito, secondo il critico teatrale Franco Tozza, la mediazione tra l'etica e l'estetica della compiacenza, molto in voga al giorno d'oggi, e l'apporto dissonante ma costruttivo dell'assertività. La storica dell'arte Paola Capone ha sottolineato invece l'importanza del superamento del concetto di tolleranza, limitato in quanto presuppone la subordinazione a modelli prestabiliti, finalizzato alla valorizzazione della dimensione della multiculturalità, che si fonda su un'apertura che consente un arricchimento reciproco.

Dopo un divertente intermezzo satirico offerto da Pasquale De Cristofaro, che ha presentato due testi scritti in collaborazione con Rino Mele, e il saluto di Valerio Falcone, in rappresentanza della Fornace Falcone, da sempre impegnata al sostegno e alla promozione dei talenti artistici offerti dal nostro territorio, la meditazione sulla bellezza e la forza della relazione è proseguita con la testimonianza dell'Avv. Guglielmo Sgarlato, incentrato sulla tenerezza e basato su esperienze personali nella sfera degli affetti famigliari e nella cerchia delle amicizie: «vagoni di umanità» carichi di tenerezza dimostrata non solo attraverso i gesti, ma anche nel più completo dono di sé. Certamente ha fatto dono di sé Nello Tornitore, dedicandosi alla crescita dei giovani attraverso l'associazione DivertiVento, da anni impegnata nella diffusione della cultura marinara e nella promozione della solidarietà. Il suo augurio per Salerno è che «diventi sempre più una città di mare, piuttosto che una città sul mare», ovvero che si riesca a recuperare un rapporto vivo, ricco di implicazioni positive, con un elemento che non può esser visto solo nella sua dimensione geografica, come separatore di territori.

martedì 23 luglio 2013

Rivive il mito. Al via 52 Racconti tra musica e scrittura emozionale

Di Aristide Fiore
Il tempio di Era a Paestum (detto "tempio di Nettuno", V sec. a.C.).
Il tempio di Era a Paestum (detto "tempio di Nettuno", V sec. a.C.).
[Pubblicato su Le Cronache del salernitano, sabato 20 luglio 2013, p. 8.]
La conservazione del patrimonio artistico e architettonico dipende direttamente dalle autorità preposte, ma necessita anche del sostegno e della consapevolezza dei cittadini. La chiave di tutto è la fruizione dei siti di valore storico, ambientale, artistico o architettonico, che può essere incrementata facendo di questi luoghi lo scenario di eventi culturali e spettacolari di alto livello. Nasce da quest'esigenza 52racconti”, un progetto destinato ad abbracciare l'intero arco dell'anno con eventi a cadenza settimanale, finalizzati alla ricostruzione dell’immaginario culturale ed artistico di un territorio attraverso musica, arte, storia e tradizioni alimentari. Sarà un vero e proprio percorso di “storytelling territoriale”, una narrazione a tappe per favorire la scoperta o la riscoperta delle località più importanti della provincia. Per iniziare, come spiegano gli organizzatori Alfonso Scarinzi e Angelo Agnisola, sono stati programmati i sei eventi del “Prologo”, che si svolgeranno dal 26 luglio al 26 agosto 2013 nei luoghi più belli e suggestivi di Capaccio-Paestum e coinvolgeranno artisti di primo piano.
Giovanni Allevi.
Giovanni Allevi.
Il primo appuntamento è previsto per il 26 luglio, presso il chiostro del convento di Capaccio, con Roberto Angelini & Pier Cortese in “Discoverland”, riproposizione di famosi brani d'autore rielaborati in modo originale e accattivante mediante una commistione fra strumenti acustici ed elettronici. Contemporaneamente si svolgeranno degustazioni e laboratori a cura dei birrifici artigianali.
Il 1° agosto Giovanni Allevi, accompagnato da un'orchestra sinfonica, terrà un concerto all’arena dei Templi di Paestum per presentare le sue nuove composizioni sinfoniche incluse in “Sunrise”, il suo nuovo album: Concerto per violino e orchestra in Fa Minore e dalla Fantasia concertante per pianoforte e orchestra, che insieme ai brani più amati del repertorio costituiranno il programma dell’unica data in Campania del suo tour estivo.
Il 2 agosto alle 18 il pubblico si ritroverà nell'area antistante al Tempio di Nettuno per “Momenti al Tramonto”, un assaggio delle “note a margine” dei “52 racconti”, delle occasioni per incontrare gli artisti in un contesto informale, quasi confidenziale.
Vinicio Capossela.
Vinicio Capossela.
Il 3 agosto, a Laura di Paestum, tra mare e pineta, si svolgerà il Philippe Cohen Solal Dj set from Gotan Project: un mix di electro-tango, nueva cumbia, remixes, brani inediti dei Gotan, musica elettronica e sonorita latine. Nello stesso luogo, il 16 agosto, sarà la volta dell'Incognito Dj Set Feat. Bluey & Francis, la mescolanza dei suoni che hanno ispirato Bluey e Francis degli Incognito e AJ Kwame.
Martedì 20 agosto, presso il Tempio di Nettuno a Paestum, Vinicio Capossela presenterà “Tragodie, i canti del capro” un progetto inedito pensato appositamente per “52”.
Il 26 agosto, nell'area antistante al Tempio di Nettuno a Paestum la manifestazione si chiuderà con Peppe Servillo e i Solis String Quartet in “Spassiunatamente”, un omaggio alla cultura e alla canzone classica napoletana dove l’arte vocale di Peppe Servillo si fonde con la maestria degli archi del Solis.
Nel corso della manifestazione, la promozione delle eccellenze enogastronomiche sarà affidata a grandi chef, ristoratori e aziende locali in ambientazioni particolarmente significative, fra cui il convento di Sant'Antonio di Capaccio, dotato di un orto botanico, che costituirà perciò la cornice adatta degli incontri dedicati al “Regimen Sanitatis Salernitanum”. Suscita curiosità la cena in bianco, una specie di flash mob gastronomico: i partecipanti, tutti vestiti di bianco, si ritroveranno in un luogo che sarà reso noto solo all'ultimo minuto per un “picnic chic” di massa.
Peppe Servillo e Solis String Quartet.
Peppe Servillo e Solis String Quartet.
Il progetto prevede anche una componente interattiva. Coinvolgerà blogger, videomaker, instagramers, persone particolarmente attive sui social networks selezionate attraverso il “Contest 52”, per dar vita a un'esperienza plurale di scrittura, che partendo dagli eventi in calendario si sposteranno da un luogo all'altro di “52 racconti” per dar vita, attraverso le piattaforme digitali, a storie sempre nuove, inedite.
Per ulteriori informazioni consultare il sito internet www.52racconti.it o la pagina Fb “52racconti”.

venerdì 19 luglio 2013

Isabella Rossellini a Spoleto

Di Aristide Fiore
La mosca.[Pubblicato su geaArt n°5 giugno-luglio 2013, p. 6.]
La biologia è stata la fonte d'ispirazione di Isabella Rossellini fin dal suo esordio come cineasta. Quello stesso approccio, pieno di meraviglia per la bellezza e la varietà della natura, e al tempo stesso consapevole della nostra piena appartenenza a un mondo che in genere consideriamo distante, si riflette ora in Greenporno. Live on stage. La versione teatrale dell'omonima serie di cortometraggi sulla sessualità animale, prodotti per il Sundance Channel di Robert Redford (il progetto comprendeva altre due serie: SeduceMe, sulle strategie di corteggiamento e Mammas, sui vari modi di essere madre in natura) ha debuttato il 29 giugno al Teatro San Nicolò, nell'ambito del Festival dei due mondi di Spoleto.
L'adattamento di Jean-Claude Carrière è uno spettacolo divertente e scientificamente corretto, tra conferenza, reading e performance, che si avvale della consulenza artistica Muriel Mayette. In scena, la stessa Rossellini guida gli spettatori in un viaggio nello strano mondo della riproduzione animale, alternando letture e recitazione ai suoi ormai celebri cortometraggi, realizzati combinando fra loro riprese dal vero, marionette, costumi e mimi, nei quali l’attrice indossa i panni di una lumaca, di un lombrico, di una mantide religiosa e di altre piccole creature terrestri e acquatiche.
Le etichette tramite le quali siamo soliti descrivere la sessualità, in natura rappresentano solo sfaccettature di un'unica realtà, che la capacità della vita di trasmettersi comunque e a ogni costo trasforma in altrettante possibilità.

sabato 13 luglio 2013

Sigillo verdiano sull'Irnofestival

Di Aristide Fiore
Locandina dell'Irnofestival 2013.
[Pubblicato su Le Cronache del salernitano, venerdì 12 luglio 2013, p. 9.]
È stata ufficialmente presentata ieri, nella Sala Giunta della Provincia di Salerno, la XV edizione dell’Irnofestival, organizzato dall’Associazione “S. Rachmaninov” di Mercato San Severino, che quest'anno sarà interamente dedicata a Giuseppe Verdi in occasione del bicentenario della nascita. La prestigiosa kermesse di teatro, musica e danza, accantonata la formula itinerante delle ultime edizioni, si svolgerà in una location d’eccezione: il suggestivo teatro a mare allestito presso l'associazione Soccorso Amico di Salerno, in via generale Clark: un grande palco e una platea con 2000 posti, servizio bar e ampio parcheggio. Insomma un vero e proprio teatro sotto le stelle.
Ad illustrare la manifestazione il direttore artistico M° Tiziano Citro, il dr. Ciro Castaldo, in rappresentanza della Provincia, e il presidente dell'Associazione “S. Rachmaninov” Mirella D'Ascoli. Il programma prevede la rappresentazione della Trilogia popolare, che per la prima volta in Italia viene rappresentata nell'arco di una sola settimana, impegnando in ciascuna serata circa 140 persone fra artisti e maestranze, con un cast di protagonisti eccezionali. Un “miracolo” reso possibile grazie allo sforzo dell'amministrazione provinciale e regionale e al sostegno di numerosi sponsor. Sarà anche una manifestazione all'insegna della solidarietà, in favore della lotta contro la meningite (www.liberidallameningite.it).
Si comincia il 25 luglio con Rigoletto, melodramma in tre atti (1851), libretto di Francesco Maria Piave. Fra gli interpreti il soprano Fernanda Costa (Gilda), il mezzosoprano Michela Leonte (Giovanna), il tenore Antonio De Palma (duca di Mantova) e il baritono Mauro Augustini (Rigoletto). Direttore: Marco Gatti; regia di Massimo Patroni Griffi.
Il 28 luglio sarà la volta de La Traviata (1853), melodramma in tre atti, libretto di Francesco Maria Piave, tratto dal dramma La Dame aux camélies di Alexandre Dumas figlio. Interpreti: Violetta Valéry (soprano) Maria Dragoni; Flora Bervoix, amica di Violetta (mezzosoprano) Min Jeon Bae; Annina, serva di Violetta (mezzosoprano) Michela Rossi; Balletto S. Cotroneo di Benevento. Il direttore è Massimo Gualtieri. La regia è di Enrico Stinchelli, autore e conduttore de La Barcaccia, la storica trasmissione dedicata alla lirica di Radiotre.
Infine il 31 luglio la manifestazione si chiuderà con Il Trovatore (1853), dramma in quattro parti , libretto di Salvatore Cammarano, tratto dalla tragedia El Trovador di Antonio García Gutiérrez. Interpreti principali: il Conte Di Luna (baritono) Mauro Augustini; Leonora (soprano) Fernanda Costa; Azucena (mezzosoprano) Ambra Vespasiani; Manrico (tenore) Antonio De Palma; Ferrando (basso profondo). Direttore: Leonardo Quadrini. Regia di Mariano Rigillo.
Tutte e tre le rappresentazioni si avvarranno dell'Orchestra della Repubblica di Udmurtia (Federazione Russa) e del coro lirico di Craiova (Romania), diretto dal Maestro Florian Zamfir. Le scene sono di G.Grasso - Lucera e i costumi di Shangrillà - Foggia.
Secondo il M° Tiziano Citro “l’Irnofestival 2013 sarà un Gran Gala dell’Opera lirica del maestro di Busseto, icona del Made in Italy ed eccellenza della storia del teatro musicale, che ha influenzato con innovazioni originali il suo tempo e che continua a entusiasmare il pubblico contemporaneo.
Ciro Castaldo, Mirella D'Ascoli e Tiziano Citro.
Ciro Castaldo, Mirella D'Ascoli e Tiziano Citro (foto: A. Fiore).
Un omaggio di Salerno a Giuseppe Verdi, un’occasione per avvicinare la musica classica più autentica al popolo campano”.
Biglietto unico 20,00 euro, abbonamento 50,00 euro, acquistabili anche on-line. Agli abbonati sarà offerto un coupon per una giornata benessere del valore di 25,00 euro ed è stato predisposto un servizio navette su prenotazione, da Piazza della Concordia. Per informazioni e aggiornamenti: www.irnofestival.it e www.facebook.it/irnofestival.